Solidaria

Libri

AutorePeretti Simone
Titolo Avanti tutta
Editore Chiarelettere
Anno 2011
Descrizione

La via c'e'. Vivere fuori dallo schema "lavoro guadagno spendo" e' possibile. Simone Perotti, l'autore di 'Adesso basta', il manifesto italiano del downshifting arrivato a 10 edizioni, racconta come si vive fuori dal sistema, che non vuol dire fuori dal mondo, e lancia l'idea di fondare la prima "agenzia di scollocamento" nel pamphlet 'Avanti tutta' che esce ora per Chiarelettere con tante testimonianze del popolo dei downshifter.

Gia' il titolo del libro, che si rifa' alle consuetudini marinare, e' un incoraggiamento a non fermarsi. E' stato scelto, come spiega l'autore, "come buon auspicio, nonostante la nave del cambiamento si sia appena mossa dalla banchina e stia ancora barcamenando lentamente tra i pontili". E l'unica rivolta possibile, ormai, e' quella individuale che parte da dentro per arrivare fuori. Come diceva Gandhi, "comportati secondo le leggi che vorresti fossero gia' state approvate" spiega l'autore e non risparmia attacchi agli sprechi delle aziende, alla cultura manageriale, all'assurdita' degli open space "versione moderna dei gironi infernali" e alla Fiat che "puo' pretendere sacrifici ma nessuno le ha chiesto di fare altrettanto". Secondo Perotti gli unici due personaggi nuovi emersi negli ultimi anni in Italia sono Roberto Saviano e Beppe Grillo. L'agenzia di scollocamento dovrebbe aiutare le persone a uscire dalla collocazione che hanno sul lavoro e in societa'.

"Diventare incollocabili, inidentificabili, il piu' possibile libere dal Sistema (un sistema che le persone, scollocandosi, potrebbero contribuire a rendere diverso: comincerebbero con l'indebolirlo, per poi riformularlo)" sottolinea Perotti.

Consapevole che il downshifting, cioe' la vita vissuta scalando le marce, rallentando, riappropriandosi del proprio tempo, facilmente puo' essere considerata un'idea folle o alla meglio un'utopia, Perotti propone anche una classificazione dei downshifter e una mappa delle paure che non permettono di andare avanti. Ecco dunque 'Gli Economici' convinti che il downshifting sia impossibile senza risorse economiche abbondanti; gli 'Arrabbiati' che sono inviperiti con chi dice che il downshifting e' possibile,; i 'Rassegnati' per cui "sarebbe bellissimo, ma io non ce la faro' mai"; i 'Sorpresi' che e' come se scoprissero un nuovo continente; gli 'Impegnati' che percepiscono soprattutto il messaggio politico e lo associano a una diffusa reazione al Sistema e gli Antitaliani rabbiosi contro il nostro paese. I piu' sorprendenti, come fa notare Perotti, sono i 'Familiari' cioe' le famiglie che vivono gia' in modo diverso: hanno abbandonato le grandi citta', i lavori tradizionali e sono distribuite dalla Sicilia al Piemonte. Ci sono poi i Responsabili, gli Osservatori, gli Entusiasti e i Convinti. L'uscita dallo schema genera paure che sono "l'identikit dei nostri pensieri" come spiega l'autore: c'e' la paura della poverta', della solitudine, di essere felici, dell'anonimato ("se non lavoro, chi sono? Perdo il mio ruolo, non conto piu' niente"), del vuoto, di perdere gli affetti ("mia moglie non capirebbe. Lei non lo farebbe mai. La perderei... I miei figli mi odierebbero").

E poi ci sono le obiezioni su come fare con i soldi, con la pensione "anche se ormai e' un miraggio per milioni di lavoratori precari" e su come si fa a scegliere di buttare via tutto quello che si e' costruito finora. C'e' anche chi vorrebbe il downshifting per tutti. Ma Perotti, originario di Frascati (Roma), che ha lavorato per quasi vent'anni nel settore della comunicazione prima di lasciare soldi e carriera e trasferirsi in Liguria per dedicarsi alla scrittura e alla navigazione, mostra innanzitutto con la sua vita, con numerosi esempi e proposte come quella del cohousing, cioe' vivere insieme unendo le risorse, e con molte citazioni colte, come sia possibile cambiare e invita a non far morire le spinte di cambiamento. "Niente ci appartiene, Lucilio, solo il tempo e' nostro" dice un passo dalle Lettere a Lucilio di Seneca. E ricorda Bianciardi che nel '62 scriveva: "faranno insorgere bisogni mai sentiti prima. Chi non ha l'automobile l'avra'... Daremo anche un televisore a ciascuno, due frigoriferi... Il rasoio elettrico... a tutti. Purche' lavorino, purche' siano pronti a scarpinare... a tafanarsi l'un con l'altro. Io mi oppongo". Ma mostra anche qual e' il prezzo della liberta': "la vita da uomini e donne svincolate dal Sistema e' piena di responsabilita"'.

di Mauretta Capuano di ansa.it

 

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